Viva e SOStain, lo sviluppo di un futuro sostenibile
- 3 feb
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Tra green washing ed estremismi vari, oggi la parola “ecosostenibile” è stata
inflazionata al punto da farci perdere di vista il suo significato fondamentale.
Sostenibile, infatti, non significa soltanto adottare abitudini di consumo che
rispettino la natura e l’ambiente, ma si estende, o meglio, parte dal
trasformare le aziende alle quali apparteniamo in motori di un cambiamento
di rotta che possa durare nel tempo.
I due maggiori promotori della sostenibilità della viticoltura sono VIVA a livello
nazionale e SOStain specificatamente per la Sicilia. Entrambe le associazioni
si pongono l’obiettivo di <<Promuovere lo sviluppo etico e sostenibile nel
settore vitivinicolo (…), accompagnando e indirizzando le cantine verso la
misurazione costante e la riduzione dell’impatto che le pratiche agricole
hanno sul territorio.>>
La via della sostenibilità è costellata di cambiamenti all’apparenza piccoli, ma
in realtà di grande impatto.
Per rientrare all’interno dei parametri di certificazione bisogna infatti
adoperare delle best practice (e numerosi relativi controlli) volte a ridurre
l’impatto ambientale della produzione vitivinicola: dalla gestione del vigneto,
al divieto di utilizzo di diserbanti, all’utilizzo di materiali eco-compatibili e
materie prime locali e molto altro ancora.
Dal 1° Gennaio 2024 abbiamo ottenuto entrambe le certificazioni sopracitate,
VIVA e SOStain, i cui marchi sono presenti su tutte le nostre retro etichette.
Forse allora sostenibilità significa assumersi la responsabilità dell’impronta
che ognuno di noi ha sul pianeta per cercare di costruire un futuro non privo
di prodotti e di consumo, ma dove i prodotti consentono la sopravvivenza di
tutte le specie ed il loro consumo è più consapevole.



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